Yuza's profileLa vita è troppo breve p...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    2/19/2008

    Credere

    Negli ultimi giorni mi è capitato di entrare in contatto con persone che mi hanno fatto ritrovare il gusto di confrontarmi e di mettere in discussione quelle che io ho sempre ritenuto le mie convinzioni. Ho provato finalmente piacere nel confrontarmi con persone con opinioni divergenti, senza incappare in ovvietà o discorsi tautologici. Come ho sempre detto ad ognuno di loro, la mia piccola mente ha bisogno di metabolizzare le grandi e difficili informazioni e, solo dopo averle digerite, sono in grado di elaborare un nuovo pensiero, “rivisto e corretto” alla luce dei differenti pensieri. Ovviamente sono stato il solito contorto… Volevo solamente dire che prima di rivedere le mie posizioni, alla luce di critiche esterne ho bisogno di metabolizzare le critiche stesse. Sono sincero quando dico che dopo aver parlato con questi nuovi amici mi sento nuovamente in discussione e, la cosa mi mette particolarmente di buon umore, considerato che attorno a noi sembra che si viva in un mondo dove non si ha molto da dire. Ho trattato problemi di politica, personali, tradimenti, sesso, religione, lavoro etc… Quello che forse più mi ha colpito è il bisogno che ognuno di Noi ha di Credere. Credere e basta. Credere significa, per me, esser convinti della verità (Patrizia aiutami se perdo di vista la lingua italiana), avrei preferito cercarlo sul dizionario, ma l’ho dimenticato in ufficio… Credere è uno dei punti fermi della nostra vita, nella vita di noi tutti. Tutti abbiamo bisogno di credere; credere nella vita, nell’amore, nella religione, nelle proprie convinzioni, idee o qualsiasi altra cosa. Il nostro senso di smarrimento che fa parte, credo, della nostra natura, va “sostituito” con il credere. Esiste un Dio? Esiste la vita oltre la morte? Possiamo noi convivere con il dubbio? L’agnosticismo è sempre stato molto oscuro per me. Più che una dottrina che cerca di mantenere inconoscibile ciò che non può essere sperimentato e provato, ho sempre ritenuto questa dottrina come un accettare la nostra condizione di insicurezza. Io credo. Sì, essenzialmente credo. Credo nella vita, credo nei valori, credo nell’amore, sono ottimista. A parer di molti dopo aver letto questo pezzo anche un credulone! Ma non è realmente così, ho cercato sempre di mettere in discussione ciò in cui credo, proprio per questa mi necessità di credere. Non vedetelo come una mia debolezza, ma solo il mio life style. Credere infonde insicurezza in me. Non sono un modaiolo: non credo nella vita oltre la morte, ma credo in un continuo cambiamento di stato della materia stessa, non si distrugge nulla, ci trasformiamo. Ho bisogno di trovare conforto nella mie mente, cercando di mettere in discussione ciò che non appare razionale. Sono una persona che segue molto la scienza e ha fatto della scienza un fondamento. Ma non è unico fondamento. Sono religioso a modo mio, ma cerco di far in modo di compenetrare le due cose, non di limitarle. Non cerco di spiegare con la religione ciò che la scienza non copre e viceversa, dove non arriva la mia scienza deve arrivare la mia mente e dove la mia mente non arriva, non significa che deve arrivarci la mia fede… Alla fine di tutto ci deve essere la serenità di accettare i propri limiti di pensiero. Purtroppo sono un essere limitato nel tempo e nello spazio, ma questo non significa che la mia mente non sia in grado di spaziare oltre il conoscibile.

    Dopo questa bella trastullazione mentale Vi saluto tutti.

    Comments (14)

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    ЮЛИЯwrote:
    Ciao!!! ke bello qst intervento...mi piace....bravo!
    sei sempre un grande!! ogni tnt passo a trovare il mio amiketto!!!
    un bacioneeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!
    tivibi!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Feb. 22
    CITO:Ma non si sbagliavano neanche Schopenhauer e Nietzsche quando affermavano che noi siamo anche corporeità, che occupiamo uno spazio in maniera ben più incisiva della semplice "cosa estesa" dello stesso Cartesio, perché non siamo puro pensiero.
     
    BEH, NON SIAMO PURO PENSIERO MA LA PERCEZIONE DELLA NOSTRA FISICITà, DEL NOSTRO CORPOREO ESSERCI, AVVIENE MEDIANTE RAPPRESENTAZIONE. è IL CONCETTO CHE CI Dà IL SENTIMENTO DELL'IDEA E DEL SENSO..... ODDIO è ESPRESSO DI MERDA MA CREDO SIA COMUNQUE COMPRENSIBILE.
    Feb. 21
    mery russowrote:
    buona sera uomo...
    passavo per un sautino serale!!!bacino
    donna!!!
    Feb. 21
    giooooooo vieni a vedere.....
    Feb. 21
    "Credere" significa in primo luogo avere dei punti di partenza.
    Non credo a chi mi dice di "non credere in niente" o di "non avere alcuna certezza", perché un individuo che realmente non credesse in niente o non fosse sicuro di nulla non sarebbe distinguibile da un vegetale.
    Perfino Nietzsche, che tanto spesso viene citato a sproposito da questi soggetti, affermava che i valori della civiltà occidentale, da lui ritenuti stantii e dannosi, andavano sostituiti con altri valori, altri "sistemi d'ordine".
    Una cosa è essere consci della natura relativa e negoziabile di ogni valore; un'altra è essere consapevoli che l'esistenza dell'uomo - resa unica dal fatto che noi siamo, per quanto ne sappiamo, gli unici esseri che, in diversa forma e profondità, si pongono le domande che anche tu ti poni - è essa stessa una certezza. In questo senso Cartesio, che Patrizia ha portato a esempio, non si sbagliava. Ma non si sbagliavano neanche Schopenhauer e Nietzsche quando affermavano che noi siamo anche corporeità, che occupiamo uno spazio in maniera ben più incisiva della semplice "cosa estesa" dello stesso Cartesio, perché non siamo puro pensiero.
    Già queste sono certezze che pongono il problema del nostro "stare qui" e della necessità, volenti o nolenti, dell'interazione con gli altri.
    Ecco perché non credo a chi mi dice di "non credere in niente".
    Feb. 21
    titty Giorgwrote:
    è tanto che non passavo a salutarti..bacio
    Feb. 20
    HO RILETTO IL MIO COMMENTO ED è TUTTO PIENO DI ERRORI E LETTERE MANCANTI.... OH SANTI NUMI!!!! IN PRATICA è INGUARDABILEEEEEEE E TU NON MI DICI NIENTE???? NEANCHE ME N'ERO ACCORTA... ORA MI METTO UN BEL DUE E MI FACCIO UNA NOTA DA SOLA EHEHEHEHEHE
    PERDONO, NON VOLEVO UMILIARE L'ITALIANO IN QUESTO MODO, CON IL FATTO CHE SCRIVO DI FRETTA E HO LA BRUTTA ABITUDINE DI NON RILEGGERE, CON LA MALEDETTA TASTIERA MANGIA-GRAFEMI, HO PROPRIO PRODOTTO UNA BRUTTURA TERRIFICANTE...
    Feb. 20
    Barbara Menewrote:
    Come dice il grande Liga ... a volte per credere ci vuole molta energia :-) Un abbraccio
    Feb. 19
    Non ci credo... eheheheh sono stata nominata!!! eheheheh Giò non sono un dizionario ambulante ma sul verbo credere si può fare una bela discussioncina ch va a toccare anche l'agnosticismo che ti è oscuro e che non è affatto la negazione del credo. Se apro una digressione mi uccidi? Dai, ho sempre criticato anche in me stessa la pedanteria a cui a volte mi abbandono con troppa leggerezza, quindi per il momento te la risparmio, se vuoi approfondire ne riparleremo... magari domani :)
    Sono d'accordo col saggio qui sotto, a volte il troppo pensare (e non il troppo pensiero) genera più infelicità e distanza da sè di quanto non si creda. è pur vero che l'unica base solida del nostro percepirci resta il nostro coglierci pensanti, Carteso non errava. I tuoi dubbi somigliano ai miei in fin dei conti, pur avendo un diverso asfalto e una diversa direzione. Mi ha colpito piacevolmente l'ultima parte del tuo post, quella in cui prendi coscenza della nostra natura finita volta a capire e controllare esclusivamente il misurabile, ciò che Kant con le sue deduzioni sul fenomenico aveva ricondotto all'intelaiatura spazio-temporale. Vedi che quando scrivo di fretta divengo contorta anche io, il prof si starà contorcendo di rabbia... ehehehehehe
    Domani avremo tutto il tempo di approfondire, se vorrai, ma inizio col dirti che se vero è che le mie contorsioni ti sono rimaste al punto di averti indotto a ripensarci, io ho vinto la mia battaglia con me stessa, sono stata capace di creare movimento, in primo luogo in me e poi da me. Grazie per avermi nuovamente invitato a soffermarmi, sei un ragazzo in gamba, caro casanova!
    Feb. 19
    Beh caro Gio, mi piace davvero quello che hai scritto in questo spazio, per una volta mi sembra meno nebuloso del solito (scherzo dai). Sono assolutamente d'accordo con te in merito al credere, ossia avere dei valori di riferimento su cui appoggiare la propria vita. Questo senza nulla togliere alla dialettica che si deve avere con chi ha concezioni e valori diversi dai nostri, anzi, in questo senso ci può essere solo un arricchimento, specie se nessuno prevarica il tuo sentire.
    Da qualche tempo comincio comunque a pensare che il troppo pensare non sia sempre la cura migliore per star bene con se stessi, forse qualche volte l'agire funzionerebbe meglio di tante masturbazioni cerebrali che spesso ci infilano solo in un imbuto. In ultima analisi penso che la vita andrebbe presa con maggior leggerezza, ma tu, per fortuna, mi pare lo abbia capito.
    Un abbraccio sincero.
     
    Feb. 19
    Emanuelawrote:
    Sempre credere... Credere ci aiuta ad andare avanti...
    a sperare in qualcosa di migliore..
    Un grande  bacio!
    Feb. 19
    bravo!!  concordo.
    ciao
    vincè
    Feb. 19
    Giusywrote:
    Oddio ti stanno portando sulla strada della perdizione!
    Dimmi chi sono così intervengo in tuo aiuto...
    Rimettersi in discussione, rivedere le proprie posizioni, è sintomo di maturità.
    Stai crescendo e ammetto che vieni su davvero bene!!!!
    Un bacio grande tesoro.
    Feb. 19
    Miciawrote:
    Veramente delle belle domande ti stai ponendo..spero che il cervello non vada in fumo:))))A parte gli scherzi mettere in discussione le proprie ideee e convinzioni e sintomo di inteligenza solo chi e' troppo superbo e un po' miope non cambia mai idea.bacio
    Feb. 19

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