Yuza's profileLa vita è troppo breve p...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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1/31/2008 Alla fine rimane solo il FreddoLa vita è una cosa meravigliosa. Bellissima, ma sempre ricca di imprevisti. Io non definisco mai i piccoli incidenti di percorso imprevisti, preferisco “possibilità”. Nella mia mente profondamente ottimista ho imparato con l’esperienza di una vita vissuta al limite che devo saper sfruttare ogni situazione, anche le peggiori. La mia definizione di persona vincente è ben differente da quella usata di consueto. A mio parere la persona vincente è quella che più velocemente si rialza dopo una caduta, la persona vincente è quella che sa ben incassare i duri colpi della vita. Facile essere il migliore o ridere della propria fortuna. Quando tutto va male e sembra di ritrovarsi in un tunnel senza uscita, là dove i nervi crollano, dove le menti razionali perdono la ragione, sono questi i momenti nei quali io individuo i leader, i forti, quelli che valgono. Oggi per me è uno di quei brutti momenti. Non voglio spiegare il perché o il per come ma tutto ciò in cui ho riposto la mia fiducia sta svanendo. Nella mia vita ho raggiunto risultati incredibili, che quasi non mi aspettavo, in compenso ho avuto dei momenti molto difficili. Avevo riposto un po’ di fiducia ultimamente in una persona, Lei, al suo sorriso… Ero disposto forse oggi come non mai a prendere una decisione importante e cambiare il mio stile di vita e tutto questo lo stavo per fare per una donna. Io, indomabile, piccolo motociclista incallito, fumettaro, lettore di libri, amante di tutto ciò che merita di far parte della mia vita, credente nella filosofia “Carpe diem / Quam minima credula postero” (latino arrugginito permettendo), avevo deciso di cambiare per una donna. Ebbene… Tutto è svanito. Lei non è la ragazza adatta a me, sul come l’ho capito/scoperto preferisco evitare, ma nonostante tutto ora mi sento veramente svuotato, sembra tutto così insipido. Le avevo dedicato una serie speciale di tutti i racconti di questo ultimo mese, le avrei regalato questa mia serie di racconti per S. Valentino: ora è qui che brucia nel vaso di ceramica di fronte a me. Guardo il crepitio delle fiamme e riempio le mie narici degli aromi della bella carta di Amalfi e dell’inchiostro profumato che avevo utilizzato. Il mio amore per Lei arde oggi per l’ultima volta, poi si trasformerà in cenere e stavolta per sempre. Sì per sempre. Anche se non mi piacciono le definizioni che varcano la soglia dell’infinito, per esseri che calcano il suolo per un tempo ragionevolmente breve non può esistere il concetto di infinito. Si può amare per sempre, ma sono casi rarissimi ed io avrei preferito che questo fosse uno di quelli, mi sono illuso, mi verrebbe da piangere, ma non ho lacrime da versare, il mio corpo non vuole più piangere, questo è il momento di ridere, di essere felici di non aver commesso un errore… Ma sento tutto un po’ vuoto e freddo, ecco cosa rimane, il freddo. 1/28/2008 GiuliaUna serata da ricordare. Ringrazio Giulia per la fantastica possibilità di partecipare a questa serata al Teatro di Catania, che mi ha piacevolmente stupito in positivo, sorprendendo le mie aspettative. Macchina lavata venerdì pomeriggio, vestito ritirato e scarpe lucidate di fresco. I vestiti erano poggiati sul letto. Dopo un sabato passato fra il dormiveglia e i miei sogni alzo la tapparella e guardo la macchina, tragedia. Tutta sporca di una sabbietta rossa odiosa. Un sorriso tra me e me mentre penso ai 15 € spesi per lucidarla, non sarà certo un po’ di sabbia a fermarmi, sono abituato a sfidare il destino e a quanto pare sembra proprio che questa è una di quelle giornate che iniziano male e finiscono peggio. Capisco come sarebbe andata, sono le 15, devo essere a Catania per le 20, nonostante ho studiato bene il percorso, dopo qualche valutazione decido di partire per le 17… Sai mai cosa può ancora succedere in una giornata che ha questo preludio. Un pisolino, metto la sveglia (ore 16, meglio 2 sveglie, … sai mai il destino… ). Destino Giovanni 0-1… La corrente viene a mancare e la prima sveglia salta, ma la seconda suona puntuale. Compiaciuto penso alla sveglia e un ghigno maligno e beffardo mi si stampa sul viso, ci ha provato… Sotto la doccia penso per filo e per segno a tutto ciò che avrei dovuto fare prima di andare. Asciugo i capelli, mi vesto, metto camicia, cravatta e gemelli. Guardo i gemelli e penso, vuoi mai che ne perdo uno? Meglio un paio di scorta, apro la cassetta di sicurezza e ne prendo un secondo paio che tengo in una scatolina blu. 16:45 in anticipo sulla mia personale tabella di marcia salgo compiaciuto sulla mia auto, benzina ok, cappotto ok, mi levo la giacca e la appendo dietro su una bella gruccia, mai che Giulia veda una giacca stropicciata… Cartina… Nooo. Destino Giovanni 1-1, cartina dimenticata in stanza, ma tanto ho 15 minuti di anticipo, salgo e la prendo. Tutto a posto. Esco dal cancello inforco un paio di occhiali da sole e via verso Catania 17:05, perfetto. Arrivo al semaforo prima dell’ingresso in autostrada, guardo un polsino ed eccoci qua, gemello mancante. Inestimabile perdita, non tanto per il valore, quanto per l’affetto. Uno dei gemelli che ho personalmente disegnato come regalo dei miei 18 anni… terribile, ma non mi abbatto: Destino Giovanni 1-2, ho la scatola con i gemelli di riserva, la apro: vuota! Gol annullato dall’arbitro, capovolgimento di fronte Destino Giovanni 2-1. Tranquillo sono le 17:15 torno indietro, salgo in stanza apro la cassetta e li vedo là in bella mostra dietro una serie di documenti, penso a quanto sono disordinato e torno in macchina. Prima di salire con compiacimento ritrovo il mio gemello perduto, solitario, vicino alle scale. Il destino, non poteva farmi perdere quel gemello. Accendo il quadro, 17:30, due paia di gemelli con me. Sono tranquillo. Entro in autostrada, gettono nella mia autoradio uno dei miei CD, perfetto, a distanza vedo la coda al casello, uno sguardo rapido al mio telepass sotto lo specchietto, scalo in quarta e vado nella mia corsia preferenziale: mai spesa migliore questo Euro mensile di abbonamento, risalgo in quinta e via tranquillo. 18:00 Sono a Roccalumera, scarto un chewing-gum, Brooklin Gusto Lungo, levo gli occhiali da sole e mi godo il viaggio. Nel sottofondo oltre al mio Ligabue inizio a sentire flop flop, lascio il volante in rettilineo, scalo in quarta e valuto, auto tira un po’ a destra, meglio un controllino. Mi fermo alla prima stazione di servizio, anteriore destra a mezza pressione: M*rda ho bucato, Destino Giovanni 1-3. Tranquillo sorrido, sono le 18:10, provo a gonfiare il pneumatico, era solo incantata la valvola, chiusa male dal giorno prima, poco male, riparto. 18:50 Giarre, lavori in corso, si proceda una macchina per volta. Tranquillo Giovanni arriverai in tempo, 19:15 Casello di Catania. Casello pressi del teatro circa 30 minuti, parcheggio 5’… Passeggiata fino al luogo dell’appuntamento 19:55. Ancora una volta, in volata Giovanni la vince sul destino segnando un paio di gol nel recupero… (Messina- Catania 2 h circa…). Arriva lei, cappotto lungo scuro, un paio di baci per salutarci e inevitabilmente il suo Fizzy (si scriverà così? Mah…) entra nel mio naso e la fa da padrone per qualche istante, saluto i suoi, ringrazio per l’invito e si va al guardaroba. Prendo la giacca di Lei, la consegno, mi giro e la vedo. Sempre bello guardare una donna come se fosse la cosa più bella del creato. Avvolta in un abito scuro, partendo dal basso, con una scarpa nera a punta quadra, con tacchetto circa 5 cm, comodo, ma elegante; collant particolari con un ricamo su entrambi i piedi, poi saliva classico fino ai 3 quarti della coscia dove riprendeva il ricamo (gioco vedi non vedi offerto dalla gonna molto intrigante), gonna poco sopra al ginocchio, corta ma non troppo, una maglietta “conturbante”, che si apre con una scollatura sul seno, notevole, (sia il seno che la scollatura) con apertura regolabile da due laccetti, che vorticosamente attorciglia su un dito, capelli fissati da poco e un lievissimo lucidalabbra color carne con qualche brillantino… Insomma perfetta; io quasi sfiguro con il mio abito scuro, ma cosi deve essere per un uomo, elegante, ma, attore non protagonista vicino alla sua accompagnatrice. Prendiamo posto, galleria, terza fila posto 6, perfetto. Poltrona un po’ scomoda, ma giusta per mantenere alta la soglia dell’attenzione. Teatro affascinante, buona l’atmosfera, calda ma non soffocante. Concerto interessante, scorre fra qualche risata su questo o quel musicista, complice con Giulia di qualche commento su questa o quella signora maleducata… cattivi forse, ma estremamente divertente. Si fanno le 23, tutto termina, come i bei sogni dovrebbe finire tutto, invece passeggiata ad Aci Trezza e un bel parlare fino alle 4 di mattina, la riporto a casa, un abbraccio da buoni amici, una conversazione stimolante ed interessante, una ragazza che sa ciò che vuole, mi piace, sì, le voglio bene, proprio una buona amica. Sono le 5, mi metto in autostrada, esco a Roccalumera e percorro l’Orientale sicula fino ad Alì terme, mi fermo, la mia panchina… Scendo dall’auto con cravatta allentata prima di tornare, mi siedo e mi godo l’alba, l’aria frizzante del mattino mi sveglia un po’. Che fantastica serata, un nuovo giorno è iniziato e io lo devo solo vivere. Torno in stanza, scrivo a Lei… non mi considera e quasi vengo rimproverato, mi rattristo, poi penso all’alba e mi ritorna un sorriso, chi non mi vuole forse non mi merita, chiedo solo di essere considerato… Vado a nanna, Morfeo mi porta un po’ in giro, certo che la mia vita è proprio incredibile… Dedicato a Giulia. Gio 1/27/2008 COMUNICAZIONE DI SERVIZIOGrazie a Mery cerco di porre rimedio alla mia solita sbadataggine.
Indirizzo del mio blog su splinder è http://incorreggibilegiovanni.splinder.com 1/25/2008 Siamo entrambi così curiosi di conoscerci, di parlarci, di vederci, di averciPerché non riesco a vederti. Perché sembra che a volte tutto ci si rivolta contro. Perché devo aspettare, io non sono in grado di aspettare, non ce la faccio più. Come sono arrivato fino a questo punto? Erano anni che non mi succedeva e, proprio di Lei poi, proprio per Lei. Tutto è iniziato il 4 di Gennaio, un giorno come tanti, il mio classico fine settimana da Cenerentolo. Sveglia alla buon’ora, i miei jeans preferiti, una polo e un maglioncino grigio chiaro, giubbottino azzurro e una sciarpetta bianca a condimento di questo bel minestrone (classico tuffo nell’armadio del sabato mattina, in fin dei conti sto andando in una lavanderia a gettoni, mica a un matrimonio). Mi stropiccio gli occhi. Una bella giornata, il sole scalda, qualche colpo di vento di certo non perdona; mi stringo bene la sciarpa al collo, graffia sulla barba che quella mattina non ho voluto fare, i capelli sono arruffati, pettinarmi è optional. Salgo in auto e zac… Eccola là, sta lavando a terra nel bar che aprirà il lunedì successivo. L’avevo vista venerdì, bel sorriso, qualcosa di già visto. Oggi tutta un’altra cosa. Una tuta verdina, i capelli legati, tutta indaffarata a passare quel mocio a terra, minuzioso e curato ogni suo movimento, non tralascia nulla, una cistercense delle pulizie. La guardo per qualche secondo, poi scendo dall’auto, la saluto. Questo istante non lo dimenticherò mai, lei chinata che alza lo sguardo e mi saluta, mi si alzano le pulsazioni del cuore per un istante, poi dopo il suo ciao che ancora rimbomba nelle mie orecchie mi calmo. Qualche parola di rito di buon auspicio per l’apertura di Lunedì, non ci penso un secondo di più. –Stasera vado con gli amici a Milazzo per salutare un’amica che parte per Milano per via del lavoro, mi fai compagnia? Sempre che tu non abbia altri impegni – Confido per un secondo e lei fulminea mi dice: - Ok, ma non ti assicuro nulla per stasera, sono già stanca e non voglio farti promesse. Ma tu conosci Messina? -, -Più o meno – replico; - Se mi devi passare a prendere faresti bene a prendere una cartina, altrimenti passo io, guarda lasciami il numero che così ci sentiamo nel pomeriggio.- meno male… pensavo quasi di non starle simpatico pensai. Quella sera non uscì, come non lo ha fatto per gli ultimi 20 giorni, non che non ci siamo invitati a vicenda, ma per un motivo o per un altro, tutto sempre sfumato… Eppure sono felice come un bimbo il giorno di Natale in attesa di scartare il regalo, Lei. Sembrerà assurdo, ma sottolineo che non ho fatto nemmeno un “brutto” pensiero in proposito: questo è grave, lei è carina ma non eccessivamente, eppure Zac.. Fregato! Passo al bar, troppi testimoni, ci si guarda, ci si scrive valanghe di messaggini come bimbi… La scopro piano piano, giorno per giorno, rimane impressa nella mia mente come un pittore che realizza mano a mano il suo capolavoro; nella sua testa è già dipinto, ma sulla tela cresce piano piano. Così è per Lei, una serie di piccoli elementi ogni volta arrichiscono il mio piccolo capolavoro e ogni cosa che dipingo mi piace. A volte prima di entrare nella saletta seguo il suo profumo, che mi risveglia un vecchio ricordo, ma ancora non riesco a focalizzare le immagini, vorrei parlarle, ma sempre qualcuno si frappone fra noi. Lei mi da il resto, le nostri mani si sfiorano, le stringiamo a noi ogni volta che ci è possibile, incrociamo i nostri sguardi… poi devo seppellire nell’ennesimo sms tutte le mie emozioni, cercando di non essere banale, perché non voglio apparire banale. Lei è così carina con le sue parole, mai una di troppo. Questo fine settimana forse ci incontriamo, finalmente i suoi occhi saranno solo miei, anche se Sabato devo andare al Bellini a Catania per un concerto… Chissà come andrà a finire questa cosa che sta nascendo fra noi, siamo entrambi così curiosi di conoscerci, di parlarci, di vederci, di averci. Fremiamo entrambi dalla voglia di noi. Ma avremmo il nostro momento, ora sono qui che sospiro e mi godo i nostri piccoli momenti, le piccole pause passate con lei. Io che leggo il giornale e nel frattempo contemplo i suoi capelli, lei che mi passa vicino e poi a lieve distanza mi fa squillare il cellulare strappandomi un sorriso. Sono felice e sabato andrò a Catania e racconterò tutto a Giulia, così mi dirà cosa ne pensa. La mia sorellona invece è già informata, saranno 20 giorni che la stresso con tutti i miei dubbi. Un saluto a tutti e godiamoci questo fine settimana P.S. Sto cercando di realizzare anche un blog su splinder: http://incredibilegiovanni.splinder.com/ perché questo space è troppo rigido, ma non lascio nessuno, continuo solo su due strade, per aumentare il numero dei lettori, che spesso poi mi dicono che per problemi di connessione non riescono a commentare. G 1/22/2008 Che storia assurda...Sveglia ore 5:00… Domenica. Non capisco proprio cosa dice il povero criceto che ha trovato fissa dimora al posto del mio cervello. Cosa mai mi porterà a una sveglia in un giorno di festa a questo orario indecente? Mi giro nel letto: come in un frullatore mischio coperte lenzuola, cuscino, fino a quando rimango letteralmente bloccato nel letto. Il mio criceto inizia a far girare la piccola ruota e pensa, certo che sto Giovanni è proprio deficiente… oh me tapino! Basta, mi alzo, doccia e guardo il luccichio del casco della mia moto mentre mi asciugo… Moto o non moto? Sono le 5 e 30… Con la caviglia malandata che mi ritrovo non riuscirei nemmeno ad ingranare la seconda… Gita in macchina verso una delle mie panchine preferite. Arrivo dopo un paio di canzoni di Liga e 5 o 6 fra Vasco e Smashing Pumpkins. Sono quasi le 7.00. Mi siedo con il mio Ipod nelle orecchie e guardo l’alba in riva al mare. Fantastica terra la Sicilia, un misto di colori e profumi fantastici mi entrano nella testa e mi rianimano: Inizia un nuovo giorno e sarà meglio di ieri e peggio di domani. Colazione alla vicina pasticceria e poi dopo aver affogato i primi pensieri della mattina in una bella tazza di latte torno alla mia panchina, il sole si è alzato e un bel tepore mi riscalda. Penso. Passa un sacco di tempo, qualcuno mi richiama alla realtà. – Sei seduto sulla MIA panchina ! -, stropiccio gli occhi, mi alzo, la prima cosa che vedo è il sole.. il profumo del suo bagnoschiuma… come il mio… inconfondibile, una montagna di riccioli castani e due occhi da cerbiatto, fisico ben proporzionato e forse leggermente un seno abbondante, che però non guasta di certo sulla bella ragazza che ho di fronte. Mi faccio da parte e mi siedo su un lato della panchina. Con naturalezza lei si siede e tira fuori dalla borsa capiente un libro, china la testa e i capelli le coprono il viso (peccato), indossa una bella tuta rosa pastello che ricorda i mash mellows si scriverà così? Quelle caramelle morbidose che fanno malissimo e sono così buone…), con un gesto da diva sposta i suoi capelli dal viso e li porta dietro l’orecchio sinistro. Tutta la mia attenzione si rivolge su quel bellissimo esemplare di padiglione auricolare… verrebbe voglia di mordicchiarlo… ehi criceto sporcaccione, penso fra me e me… ma che vuoi fare?. Mi sveglio totalmente, forse la fisso per troppo, lei chiude il libro, si avvicina a me e dice: - Studiato bene la lezione? Oltre a fare l’invasore di panchine non ti fai nemmeno i fatti tuoi? -, basta… ha parlato troppo per i miei gusti, - Senti, questa panchina è mia, lascio i miei sogni ogni domenica, non li hai visti prima di sederti? - . Lei sorride – Permaloso – mi tende la mano, - Carolina -. Sorrido e rispondo – Giovanni, sei la prima Carolina che conosco nella mia vita -. – Impressioni su di me? – mi chiede, non la faccio attendere oltre una mia risposta – positiva, ma non è oro tutto ciò che luccica – sorrido. – Hai un buon profumo – dice lei, continua – Stesso bagnoschiuma! -, - l’hai notato anche tu… l’ho scelto proprio per questo motivo.. -, - ottima scelta, poi lascia la pelle così morbida -, mentre lo dice si accarezza le mani. Che sensualità, che freschezza nel modo di fare… Che bella ragazza ! – Che bella ragazza che sei, ma non ti offendere per ciò ce dico, ma mi piace essere sincero - , - Grazie, invece tu sei un tipo normale -, - Mi offendi, che non sia bello ne sono cosciente da 26 anni, ma la normalità la lascio agli altri… -. Lei continua con il suo bellissimo sorriso – Perché non saresti come gli altri, di grazia ? - , mi verrebbe da rispondere come il grande A. Sordi “Io so io e voi non siente un c*zzo”, ma sarebbe stupido – Perché io so apprezzare la vita in ogni suo aspetto bello o brutto che sia e quando incontro una ragazza come te non mi vergogno nel dire che sia bella o meno e lo faccio sempre con garbo e senza volgarità !- sembra compiaciuta, la risposta le è piaciuta. Intavoliamo quindi una discussione sugli ultimi libri letti, fantastico un sacco di cose in comune, passano circa 2 ore di vera conversazione, mi invita per un aperitivo, ma con la mia macchina… Mi sono sempre piaciute le donne decise, le apro lo sportello e in questo frangente mi viene da pensare a Lei… Le avevo mandato un messaggio proprio poco prima di incontrare Caterina… Non ci riesco, le dico – Una sola premessa, devo capire se sono innamorato di una persona e non voglio che tu fraintenda questo mio atteggiamento di amicizia e apertura che fa parte del mio carattere – errore grossolano di stile e di certo assente dal “Manuale delle tattiche di seduzione” di G. Crispino. Lei sorride ancora, che bel sorriso penso, - Tranquillo, sono fidanzata da anni e forse sono felice -. Salgo in macchina e andiamo al bar, un Martini bianco per me e un bicchiere di vino per lei. – Coma fai a non sapere di essere felice con una persona? – chiedo incuriosito… - Come quando provi un reggiseno a casa dopo averlo comprato, lo provi, ti vedi allo specchio, ti fa un bel seno, ma forse è scomodo, ma non perché sia scomodo il reggiseno, ma perché non ne avevi mai messo uno simile… Capisci? - , - Certo che capsico… anche se di reggiseni io non ne ho mai provati e credo che non lo farò mai… ! - -Insomma ti devi ancora abituare dopo anni a questa relazione ? hai ancora lo scontrino? Io lo avrei riportato da Intimissimi dopo anni… anche se credo che ormai non lo puoi più cambiare… -, ride di gusto, mi prende la mano e la guarda. – Scusa che fai? - , - Guardavo incuriosita il fatto che hai delle dita poco proporzionate rispetto al palmo… Voi uomini non capite proprio nulla.. Noi donne sappiamo guardare i particolari delle persone ! – dice con aria di sfida… raccolgo il guanto della sfida – Qui ti sbagli cara mia… Partendo dal basso. Suola delle scarpe da ginnastica consumate i modo anomalo, verso l’interno del calcagno, scarpa tropo grande per il piede, porti un plantare probabilmente, belle gambe avvolte in una tuta del colore giusto, ma troppo disegnate, probabilmente merito del nuoto, viste le spalle, e il deltoide. Mano sinistra con il palmo lievemente sporco di inchiostro, dalle macchie si direbbe una penna biro classica, fosse stata stilo le macchie di colore sarebbero più espanse… la macchia è trascinata, indice che sei mancina… Hai scritto molto e da poco, fra la seconda e terza falange della mano si vede ancora il segno rosso, o scrivi molto o sei una studentessa che si è alzata presto per preparare un esame. Non hai fedine però… Fidanzata da tempo ma con nessuna promessa?... Sbaglio, lui è del Nord… tu studi al Nord, accento siculo, ma con alcune vocali che non concordano con il siciliano, da come dici Euro probabilmente emiliana.. Studi a Bologna forse, la cosa è più difficile. Capelli lunghi e curati, porti credo un cerchietto o una fascia di solito e, inoltre a spostare prima i capelli per farti vedere meglio o per guardarmi meglio lo hai fatto intenzionalmente. Per la fascia sono onesto… l’ho intravista nella borsa mentre tiravi fuori il libro… Come sono andato? - , ride di nuovo… - Quasi tutto, tranne che Lui è calabrese ma studia su… Non voglio nemmeno chiedere come tu ci sia riuscito -, continuo:- Solo fortuna, ci provo spesso e il gioco non sempre riesce… - (Che c*lo… di solito non ci prendo mai..?!?). – Hai ragione, sei proprio tutto fuorchè normale, ma forse la cosa migliore sono gli occhi, altra passeggiata in riva al mare? - , - Perché no? – un piacere seguire il suo profumo. Si ritorna sulla Nostra panchina, si fa quasi orario di pranzo, di punto in bianco mi abbraccia e mi stringe forte, rimango un attimo interdetto, non so che fare, una carezza su quei bei e morbidi capelli, ci salutiamo… 1/18/2008 Se fossiPiccolo post per alleggerire gli ultimi messi nel mio blog. ma il prossimo si ritorna in onda...
Furto di test da Swan, piccola ladruncola di FedechanSE FOSSI...
1/17/2008 Un soriso a 99 dentiLei si leva il suo cappotto grigio di lana lungo, io la invito a sedersi. Carino quel suo vestitino grigio, lei è un po’ bagnata in viso, oggi piove. Rimango così per qualche secondo a guardare le sue labbra che si muovono e dicono le solite cose… Sono sfacciato e irreverente come al solito: - Che noia, non lo abbiamo già fatto questo discorso? -, con questo pensavo di averla messa a disagio e invece Amelia con una tranquillità altrettanto inaspettata e una disinvoltura da donna vissuta risponde: - Ma sai che hai proprio dei bei denti? -; - La prima volta che una ragazza mi fa un complimento del genere – che non si dica che Giovanni non abbia la risposta pronta e incalzo subito per non mostrare il fianco – Signorina lei ha uno stile che è impossibile non notare -. – Dammi del tu, in fin dei conti ho 28 anni… Non sono mica da buttare via… - . – Io 26 ma per recuperare lo svantaggio posso farti ringiovanire io di 2… - (nella mia testa penso di aver detto una cazzzzz****ata enorme, ma la tranquillità e la naturalezza del mio modo di fare mi hanno salvato dalla mia ennesima figura di m*rda. Lei inizia a ridere e l’atmosfera si rilassa. Incredibile in soli dieci minuti il feeling e la giovialità che si instaura, sembriamo due complici. – Stasera sono a cena dalla mia quasi suocera… Ti ho spezzato le gambe con ciò che ho detto? – dice lei. – Perché? – rispondo io –Pensavo mi volessi invitare fuori stasera!- dice ridendo e mostrando due bellissime gambe avvolte in due curiosissime e simpaticissime autoreggenti, ma non quelli volgari, quelle sbarazzine… veramente carine… - Ti sbagli – continuo io, - ..magari un caffè, la cena sarebbe stata troppo impegnativa… - ; lei che sembra di non perdere mai il sorriso di dosso mi assale dicendo –Voi uomini a volte siete così prevedibili che quasi mi stavi per deludere, avrei pensato che tu volessi… - la interrompo, non le lascio il punto e rilancio – Pensavi male cara la mia Amelia, sei peggio della strega di paperopoli… in senso buono ovviamente, carina, ma troppo “impegnata” per i miei gusti – si continua così per altri dieci minuti, poi lei mi lascia il suo numero e dice – Amici vero? Un vero piacere parlare con te - , - Idem come sopra – rispondo, ci salutiamo da fratelloni e apre il suo ombrello… Un puntino viola che scompare sotto la pioggia di Viale Europa. Vado in ufficio apro la mia valigetta, visto la posta, firmo un paio di carte e penso a Lei.. Non Amelia, però. Sono soddisfatto, uno strano senso di piacere pervade il mio corpo, le scrivo un paio di messaggi mentre sono in riunione e penso a che ora uscirò dal mio ufficio. Si fa pomeriggio Amelia mi chiama. – Come fai ad essere così? - , strano modo per iniziare una telefonata e rispondo – Perché scusa? -, - Sei un tipo sincero tu, in gamba, la mia collega dice di conoscerti - , - Non credo continuo io -, - Stavo mentendo infatti – dice lei, - ma volevo vedere come reagivi, ma tu non cedi mai? – faccio il finto tonto, mi piace farle perdere un po’ di tempo, rido, ride anche lei… Ci salutiamo con la promessa che prima o poi, ma più poi che prima ci rivedremo per farci altre due risate. Vivere la mia vita è proprio strano. Esco dall’ufficio e vado a fare terapia. Ore a cercare un parcheggio inesistente. Piove e sono senza ombrello. Salgo bagnato come un bicchiere d’acqua, entro e vedo le persone che mi guardano come un Ufo, tutti curvi e seri sulle loro sedioline nella sala d’aspetto. Entro in disordine come non mai, mi cade il libro, il cellulare (povero il mio Nokia.. se potesse parlare), il portafogli e mentre raccolgo i tre bimbi da terra mi si srotola dal collo la sciarpa… Insomma entrata trionfale alla Sean Connery in 007 La spia che mi amava. Sparo un sorriso a 99 denti alla segretaria, prendo il numeretto… 8… - Come dal salumiere! – Esclamo in modo forse sconveniente, la segretaria non sa che fare, si mette a ridere pure lei (obiettivo raggiunto); vado a sedermi -Sera a tutti – rivolgendomi agli altri pazienti, tutti mi guardano e rimangono un po’ confusi… Certo che le persone sono proprio strane, tutte mogie mogie nei loro cappottini invernali. Leggo il mio libro mentre aspetto e poi scrivo ancora a Lei… Fra me e me penso che non sta bene scrivere a questa persona… valanghe di messaggini e ancora non siamo mai usciti. Come sono curioso di conoscerla di persona, forse sabato… Domani pranzo di lavoro ai Fichi d’india in Via placida, ore 14 circa, se mi cercate sarò là, con il mio sorrisone a 99 denti, poi Amelia ha detto che ho dei bei denti, perché nasconderli? 1/16/2008 Le persone InutiliQuest’oggi non parlerò di quel che mi succede. Quest’oggi non voglio raccontare le mie piccole avventure. Quest’oggi sono arrabbiato, arrabbiato con le persone inutili. Le persone inutili sono sempre esistite ed esisteranno sempre, ma quando si fanno troppo incisive dovrebbero intervenire i deus ex machina di questa società per ridurre l’incisività di questa categoria di persone. Prendo spunto da tutte le ultime notizie di cronaca e di politica sulla Nostra cara e bella Italia: vogliamo buttar tutto alle ortiche? Che tutti si diano da fare a essere persone più corrette, più ligie, più oneste. Si rimane basiti a leggere e vedere ciò che succede. Io non sono un eroe o un moralista, ma sono un combattente e, il mio modo di combattere è quello di differenziarmi seguendo uno stile di vita corretto, ma non mi devo sentire diverso nel mio modus agendi; dovrebbero essere le persone inutili a risaltare ed essere diversi. Amici, rimbocchiamoci le maniche nel nostro piccolo e rimpiazziamo con la cultura e con le buone azioni questa Italia investita da “Rifiuti” di qualsivoglia natura. Questo invito forse cadrà nel nulla, ma se noi piccoli molliamo, il sistema collasserà. Non abbassate più lo sguardo e siate fieri della vostra individualità, molti li conosco di persona di quelli che frequentano il mio Blog, sono tutte brave persone, ma perché la loro voce pesa meno di quella di una persona inutile? Il silenzio può essere un grido fortissimo. Educazione, questo mondo manca di educazione, valori, rispetto reciproco. Regalate a tutti un sorriso, potrebbe apparire caro, ma fatelo. Fatelo per me e per tutti quelli come me. Sono tanto stufo di queste persone inutili. Chi mi conosce lo sa, sono uno sfacciato e la posizione che occupo in questa società, per quanto piccola sia è frutto del mio sudore e del mio stile di vita, non vergognatevi di essere migliori, non c’è bisogno di dirlo, basta dimostrarlo dicendo un grazie, parcheggiando in modo “umano”, regalando un sorriso, comportandosi rettamente. Io le persone inutili le ignoro e quando non posso ignorarle le investo con la mia personalità, ho avuto il dono dal Nostro Signore di far cambiare le persone, cerco di farlo quotidianamente, là dove trovo i sordi ai miei richiami vengono ripagati con la moneta dell’indifferenza; se anche l’indifferenza non può essere capita dalla loro piccola mente, la cosiddetta “mentina”, allora è autorizzata l’uso della violenza allo stato brado: metodo bastone carota, ha funzionato con i muli, funzionerà anche con loro! 1/13/2008 Chiudi il gas e cresciTutto pronto dalla sera prima, una cura maniacale di tutto l’equipaggiamento. Sono le 8:00. Allaccio il casco, inforco gli occhiali, metto a palla il mio Ipod, musica giusta come colonna sonora di questo film bellissimo che è la vita, monto in sella e inizio a dare valangate di gas. Una curva di fronte a me, chiudo il gas, piego, tiro il fiato, sbaglio l’ingresso ma correggo parzializzando ancora e allargo un po’ la prima traiettoria. Butto giù un paio di marce e spingo forte, poi penso… Ne vale la pena? Assurdo che una persona come me riesca a suo piacimento uscire dal contatto del mondo reale per entrare nel proprio di mondo: pericolosissimo, soprattutto se si va in moto. Basta fare il ragazzino, mi sollevo, scendo di nuovo in limiti di velocità accettabili, una pausa in autogrill per riprendermi, alzo la visiera e con soddisfazione vedo una pattuglia della stradale nascosta nei cespugli con il velox… Cani… Mi avrebbero fatto e invece… A volte il caso… Basta, non si corre, la vita è troppo preziosa, a volte Noi uomini siamo così stupidi e competitivi… Sarà mica venuto il momento di crescere? Forse sì, andare in moto e godersi curve e odore dell’asfalto è un conto… schiantarsi sul primo palo è un altro… Inutile pensare che sul palo non ci si finisce perché si ha coraggio e stoffa per fare certe cose… Dopo questo incredibile cambiamento mi dirigo in riva al mare e lì mi abbandono su una panchina, il sole caldo, mi sdraio, penso quanto sia fantastico il momento di serenità e felicità che sto vivendo, vorrei non finisse mai. Il sole che caldo mi sfiora, il profumo dello iodio, il vento che porta profumi e aromi di un albero di arancio vicino a me… Ma dove sono finito in Paradiso? Passano tre ore così… Fantastico ecco cosa intendo con l’andare in moto, un piccolo viaggio, un misto di curve e sensazioni forti per poi arrivare alla pace di una bella panchina. Io ho disseminato la Sicilia delle mie panchine, ne conosco tantissime e quante emozioni, su ognuna di loro ho sonnecchiato e sognato, sono un piccolo vagabondo… Guardo il cellulare è Lei… Che bello mi ha invitato fuori. Non sto nella pelle e penso che questo sia veramente un giorno fantastico. Torno con calma in stanza e dopo un pranzetto frugale mi dedico al mio ultimo libro: scende come un bicchier d’acqua un classico del genere giallo, ci voleva un po’ di relax. Si fanno le quattro, Bip Bip.. Di nuovo Lei, non può più uscire, mi lascio scappare un sorrisino ironico, una piccola nota amara in una giornata speciale, questo è il bello della vita. Decido di andare al Cinema, sì da solo, i miei amici sono impegnati fra studio e influenza, pessimo film… Ma nulla può farmi dimenticare cosa ho imparato oggi, “Chiudi il gas e cresci”. 1/12/2008 Il sabato di AlessiaMi giro e mi rigiro nel letto deciso a non aprire gli occhi, insomma è sabato… Invece li apro e vedo la sveglia, le 6 e 30… Da malati è alzarsi, ma si sa, sono un tipo strano io, mi alzo e mi faccio una doccia stile terme (la doccia stile teme è quella doccia + sauna che esaurisce un intero scaldabagno) e dopo che mi sono asciugato sono tornato a grufolare sotto le coperte. Poi da bravo single prendo l’auto e vado dalla mia mitica lavanderia a gettoni, carico la macchina e poi di filato da Irrera in centro per una colazione da urlo, in barba al regime alimentare controllato al quale mi sono sottoposto. Mangio la mia brioche ancora calda e la penso. La immagino ancora nel letto con quel suo nasino sotto le lenzuola e magari un bel piumone caldo. La faccia da ebete inizia a farsi largo sulla mia espressione ancora sonnolenta, mi riprendo subito e tiro fuori il mio piccolo e vecchio Nokia, il mio piccolo compagno reduce di mille peripezie: le scrivo un messaggio? Forse è banale, penso, in fin dei conti non siamo ancora così intimi, non siamo mai nemmeno usciti… Perché scriverle un sms alle otto di sabato mattina? Sicuramente dorme e penserebbe a quanto sono stupido… Come al solito me ne frego e le scrivo, mi manca troppo, il fatto di non poterla vedere fino a lunedì, vorrei scriverle un sacco di cose, mi tengo sul vago, le dico più o meno ciò che farò, risalgo in auto e torno in lavanderia facendo tappa dalla mia amica giornalaia. Entro e trovo un paio di tizi che da Bravi Single curano il loro bucato. Scambio qualche parola e scorbuticamente mi evitano, divento implacabile, parcheggio con paio di battute le loro lingue impudenti e li lascio con un palmo di naso: ed io che ero così ben intenzionato, adoro essere crudele di tanto in tanto: essere un bravo ragazzo ogni tanto mi stanca. Stendo la biancheria e poi dritto al centro commerciale per continuare a fare Cenerentolo, Alessia si trova lì, mi vede mi saluta e cerca di attaccare bottone, la lascio fare, voglio vedere fino a dove si spinge, l’ultima ha rifiutato un mio invito, o meglio, i miei ultimi tre inviti nell’ultimo mese, ho desistito. Si sente dire in giro che alle donne piace essere corteggiate, peccato che si dimentichino che corteggiare non vuol dire tirarsela per un mese solo per un caffè! Stavolta no, ho deciso di dedicarmi solo a Lei… Voglio conoscerla… Sono troppo curioso… Povera Alessia, non mi interessa più, parla parla ma non si decide di chiudere… Si fa tardi, con molto tatto le dico che dovrei andare a fare la spesa e farei tardi se non la lasciassi, quindi la saluto e le prometto che la prossima volta mi sarei fermato per 4 chiacchiere. Infastidita mi lascia andare con quel sorrisino di chi nasconde strane intenzioni. Non mi piacciono le cose a metà, ed io che ero uscito di casa con il buon umore, prendo la palla al balzo, mi avvicino ad Alessia e senza un minimo di perplessità la guardo diritta negli occhi e le dico: - Ale, mi stai nascondendo qualcosa, dimmela -, lei nega e inizia a fare giri di parole, - Non mentirmi Alessia, sarò presuntuoso, ma capisco quando mi si nascondono le cose -, lei perde un po’ di tempo e poi ammette – In effetti… mi sarebbe piaciuto uscire con te ma il fatto che vieni ogni sabato mi pesa, però mi sono comportata un po’ male con te e quindi volevo farti questo regalo -… Nella mia testa inizia a girare e, a ingrossarsi e, rimbombare questa parola… Regalo? – Scusa ma quale regalo? Io vengo qui ogni sabato perché devo fare la spesa, anche se mi fa piacere passare a salutarti. Ma se ti fa piacere essere al centro del mondo, pensala pure come vuoi… – replico… - Non ho bisogno di regali, sei già stata abbastanza carina ad aver detto ciò che hai detto, ma non ho bisogno di regali… - Inizio ad avvertire un po’ di disagio nel suo modo di fare, le lascio un bel sorriso e la saluto. Le persone non sanno proprio convivere con i loro sentimenti e ,compiaciuto del fatto che io ho fatto pace con me stesso anni addietro salgo in auto. Sarò stato troppo duro? Mentre i pensieri si accavallano Bip Bip… Il cellulare, frugo in tasca nella speranza che sia Lei… Papà che augura la buona giornata… Falso allarme… Non va mica bene però così, non voglio dipendere da un cellulare penso, lo spengo… Dopo 5 minuti lo riaccendo inevitabilmente alimentando false speranze e cercando di convincere me stesso di questo mio modo di fare… Sono patetico lo so. La giornata prosegue, accompagno un’amica nel pomeriggio per un suo progetto in zona Falcata e poi mi allungo a casa di un amico per un saluto, poi di corsa a finire di progettare casa… Guardo il cellulare solo in prima serata… Lei mi ha scritto, che dolce che è stata, ci scriviamo un paio di sms… Inizia a piovere, adoro la pioggia… Va a finire che questa mi “frega” sono felice come un bimbo il giorno di Natale… Rimetto i piedi per terra e tiro un po’ il bilancio economico della settimana… quasi in rosso sul conto… ‘sto 24 sembra non arrivare mai… 1/7/2008 Faccia da ebeteMentre cammino con il mio barattolo di auto in giro da bravo Cenerentolo vedo in lontananza la finestra aperta del bar dove vado a fare la colazione di tanto in tanto… Fra me e me penso… come mai domenica il bar è aperto così presto? Incuriosito (e voglioso di perdere un p’ di tempo) entro e trovo un’amica a fare le “grandi pulizie” prima del Lunedì di riapertura dopo le ferie… Lei parla parla… Parla e, anche stavolta penso… Ma quanto parla? Nel frattempo però la mia mente viaggia;troppo carina nel suo completino da lavoro verdino: niente di speciale, un pantalone e una magliettina leggera per la stagione, ma con un fascino tutto particolare; per me donna che lavora ha sempre un suo valore aggiunto. Insomma fra una cosa ed un’altra non perdo tempo e la invito per una sera fuori in compagnia di amici… Non potevo certo farmi scappare l’occasione! Lei tira fuori il suo cellulare con un piccolo pon pon rosa… Adoro le donne e i loro particolari… rimango a guardarla come il classico pesce appena pescato: occhi aperti e fissi e bocca semi aperta che mi da quell’aria un po’ stupidotta (poco più della mia normale faccia da Olimpiade persa…), lei che mi guarda e dice – Beh… ma questo numero me lo dai o no?... - ; continuo imperterrito con la mia faccia da ebete e lei mi prende il cellulare e scrive il suo numero. Insomma non ho fatto certo una bella figura, ma cosa dovevo fare? La colpa è la sua, di quel trucco leggero leggero, di quei capelli un po’ scompigliati, del suo profumo che mi ricorda moltissimo quello dei documenti della mia moto ( ora vi chiederete come mai i miei documenti profumano… ma anche questa è una’altra storia assurda, una delle tante che mi capita di vivere…). Tutto fatto pensavo nella mia testa… Ho passato un giorno intero con la mia faccia da ebete e a metà fra il compiacimento e lo stupore, quella del ragazzo imbranato. Poi la classica doccia fredda, un sms con la sua indisponibilità… Che tristezza, io già che galoppavo fra sogni e cose varie… roba che solo una mente malata come la mia poteva partorire.. quei sogni tutti zuccherosi, che di certo non fanno proprio parte della mia personalità. Il fine settimana è passato… bene, in compagnia di grandi amici, tutti dovrebbero avere degli amici come i miei! Dovrebbero brevettarli e produrli in serie con un etichetta con scritto: “Aprire solo in caso di bisogno, maneggiare con cura e l’uso eccessivo porterà ad una piacevolissima assuefazione non dannosa alla salute!”. Vi starete chiedendo come è andata a finire con Lei… Avete ragione… ma sono in evoluzione… Man at work, quindi non mi sbilancio e cerco di dare una mano al destino perché le cose vadano come io voglio che vadino.. Che bello vivere la mia vita, sì, sono proprio innamorato della mia vita, potrebbe sembrare egoistico, ma è troppo eccitante! 1/5/2008 Inizio del fine settimanaUn venerdì alla John John dei tempi migliori …Andato a dormire nel primo pomeriggio per recuperare un paio di giorni di lavoro un po’ pesanti mi sveglio vestito e stropicciato. Decido di spendere il resto del pomeriggio in giro per il mio negozio preferito. Vado alla Mondadori, entro, non saluto gli amici, non voglio essere visto, vado al piano di sotto diretto per il mio prossimo libro. In testa ho un paio di titoli, mentre soppeso con il pensiero i miei gusti qualcuno mi tocca sulla spalla. - Ciao – dice lei in modo sarcastico, - Non ti sei fatto più sentire… -. La guardo e dico che non avevo mai detto che avrei voluto sentirla, forse sono stato tropo duro, ma non mi piace far perdere tempo alle persone; ma lo dico con poca convinzione, sorrido, adoro vedere le reazioni delle persone, lei mi sorride e ci andiamo a prendere un caffè. Uscendo saluto gli amici che non volevo salutare prima, perdo cinque minuti a disquisire se sia stato meglio o meno leggere in lingua Harry P., lasciamo la libreria e salgo in auto. Chiudo il giubbotto, arriva un vento gelido, apro la portiera a lei e inavvertitamente mi cadono gli occhi sulle sue gambe; le gambe femminili: sanno essere sensuali come un cioccolatino avvolto nella carta trasparente al punto giusto… Faccio finta di nulla, non voglio che mi noti. Cerco parcheggio in quel di Messina centro… Una impresa, ma con il mio tasto C, non insisto più di tanto. Ci sediamo,ordiniamo e lei intavola una discussione noiosissima su i turni massacranti del negozio, mi fingo interessato per non apparire sgarbato, poi cambio discorso e vado dritto al dunque: Lui? (parola semplice, ma incisiva come un pugnale gelido nella notte…); biascica qualcosa sulle ultime vacanze e sulla loro relazione ormai agli sgoccioli, su come sia pentita di come abbia agito. Voce troppo decisa per il suo carattere, sguardo troppo fisso sui miei occhi per studiare le mie reazioni: MENTE… Lo ha già fatto una volta e non sbaglio neanche stavolta. Sorrido quasi compiaciuto della mia scoperta, la metto in difficoltà solo con il mio modo di fare, voglio vedere fino a dove si spinge (sono una persona antipatica, scontrosa, pesante e noiosissima), non mi va di sprecare le parole per una bugiarda. Pago il conto e usciamo, due passi in Via dei Mille, adoro guardare il riflesso nelle vetrine, mi piace farla parlare e nella mia testa penso, ma quanto parla? (Sembra quasi più pesante di me nei mie giorni peggiori… Peccato sia troppo carina con i suoi capelli biondi lunghi, quel suo trucco leggero a mascherare il demone che è lei) Sono stanco, si sono fatte le sei e garbatamente la saluto e le dico solo – Mi stai offendendo, offendi la mia intelligenza, offendi la tua dignità, cresci hai 25 anni -. Mi guarda e ride, - Perché sei così? – dice mentre mi stacco un po’ da lei per non essere catturato da quel suo profumo di balsamo e shampoo inebriante. Continua – Avevo voglia solo di fare due chiacchiere con un buon amico -. – Vada per le chiacchiere, ci si vede in giro -, lei mi lascia con il bacino di Giuda sulla sola guancia destra, - Chiamami -… - Non lo farò – rispondo (ho cancellato il suo numero prima del mio compleanno, ma non l’ho mai detto a lei). Sorride ancora e non curante va via, sicura del fatto che potrà sempre ottenere ciò che vuole. Entro dal Vecchio Papero e passo un paio d’ore con tipi talmente strambi che meriterebbero ognuno un loro post, ma questa è un’altra storia…
Buon Fine settimana Gio
1/3/2008 Occhi Nocciola… Scendo dalla macchina, apro il porta bagagli e tiro fuori il mio sacco con la roba da lavare. Quasi a fatica entro in lavanderia, carico la lavatrice e inizio a litigare con la macchinetta automatica perché il mio Euro non piace. Dopo qualche tentativo riesco a far partire la maledetta e mi metto a guardare le persone che si affannano per la strada: uno senza casco con il motorino che strizza gli occhi per il vento, i ragazzi che vanno a fare le copie degli “appunti” in copisteria confidando con i loro occhietti il lavoro risparmiato, il vecchietto che ti guarda e ti chiede l’ora solo per parlare con qualcuno, visto che sfoggia un fantastico orologio da polso… Tutti che corrono avanti e indietro a testa bassa. Guardo quasi divertito la scena come uno spettatore assente, ti passano intorno e nessuno si accorge di te. Poi alla schiena una sensazione, il tuo naso inizia a espandere le tue sensazioni. Tutto inizia ad apparire diverso, non sfugge più nulla, il tempo si dilata. Mi giro, la guardo intensamente, al punto da fermare non solo il tempo, ma anche il suo passo. Nocciola chiaro, occhi specchio dell’anima, la spoglio senza alcun ritegno, invasivamente entro nei suoi pensieri, non riesce ad abbassare il suo sguardo. Non ha più segreti per te, nella sua semplicità nulla può sfuggire. Sorrido e la lascio andar via. Entra nel suo negozio e dalla vetrina senza farsi vedere continua a guardarmi. Come di fronte a un bivio penso al da farsi. Non passa un secondo che entro nella lavanderia, ritiro i miei panni e vado via. Adoro le piccole cose; ora qualcuno penserà come sia andata a finire incuriosito… Ma sarà successo davvero o è solo un sogno del 2 Gennaio partorito da una mente fantasiose e romantica come la mia? Non lo so, forse stavo sognando anche io. La vita vale la pena viverla fino in fondo, non siate spettatori, ormai che siete in gioco di certo non si rimane in panchina 1/2/2008 2008Benvenuto 2008! Per prima cosa vorrei ringraziare tutte le persone che sono venute a farmi visita e mi hanno cercato in questi giorni, prometto che passerò a salutare tutti singolarmente in questi giorni. Anno nuovo e vita nuova? Ma… Non so. Sono felice della vita che conduco e di certo non voglio cambiare nulla, a parte magari fare un po’ di pulizia delle “Persone inutili”.. Un po’ come i file temporanei di internet o i cookies… Ogni tanto bisogna far pulizia, altrimenti si accumulano e rallentano il sistema… Se tu che leggi ti senti uno di loro: rifletti! Un abbraccio simbolico a tutti
Gio |
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